Rinoplastica

La rinoplastica è un intervento chirurgico volto a rimodellare il naso, sia a livello esteriore per migliorarne l’estetica, sia a livello interno per correggere eventuali difetti (congeniti o di natura traumatica) che ne alterano la corretta funzionalità.

E’ una delle procedure chirurgiche più antiche inventate dall’uomo: i primissimi interventi furono descritti dagli egizi in alcuni papiri risalenti al 1550 AC, ma è grazie alle tecniche spiegate nel Sushruta samhita indiano del 500 AC, che in epoca romana e bizantina gli interventi di rinoplastica divennero pratica di routine. La maggior parte dei progressi in questa tipologia d’intervento, sono stati fatti nel corso dei secoli dai chirurghi militari, costantemente impegnati a riparare i danni subiti in battaglia da importanti traumi al massiccio cranio-facciale.

La rinoplastica si divide in interventi di rinoplastica chiusa e interventi di rinoplastica aperta, entrambi utilizzati sia in chirurgia estetica che plastica. Nel primo caso il chirurgo opera esclusivamente a livello endonasale, ossia praticando piccole incisioni invisibili all’esterno (che non lasciano quindi cicatrici visibili), interviene sulle strutture interne della piramide nasale, rimodellando ossa e cartilagini che costituiscono lo scheletro del setto. Negli interventi di chirurgia aperta invece il chirurgo incide la columella, cioè il segmento di cartilagine che separa esteriormente le due narici, a partire dalla cute, per poi esporre le cartilagini e l’ossatura interna del naso. Questa seconda tipologia è più complessa della prima, ma anche più precisa, e permette di ricostruire e rimodellare totalmente l’aspetto estetico del naso, a scapito di maggiori probabilità di complicazioni e tempi di convalescenza più lunghi. Le stesse cartilagini prelevate dal setto durante l’intervento possono poi essere riutilizzate per ingrandire o allargare altre porzioni del naso, in ragione dell’aspetto finale che si intende ottenere.

Gli interventi di rinoplastica sono procedure abbastanza invasive, e vengono praticati in regime di doppia anestesia (generale e locale). Per mantenere in posizione le ossa e i frammenti di cartilagine rimodellati, si fa uso di speciali tamponi inseriti nelle fosse nasali, e lasciati in loco per 1-2 giorni. In alternativa è possibile utilizzare delle medicazioni speciali in colla di fibrina, supportate di una piccola placca metallica esterna che tiene in posizione i tessuti sottostanti, permettendo al paziente di respirare subito dopo l’intervento. Le complicazioni più frequenti sono sanguinamenti, edemi transitori ed infezioni, ed il paziente è purtroppo costretto a sopportare un certo dolore nei primi giorni dall’intervento, gestito normalmente tramite l’uso di analgesici ed antidolorifici. Il ricovero è normalmente di 5-10 giorni, mentre le medicazioni vengono tenute per almeno 15 giorni, anche se la convalescenza complessiva è di circa un mese, durante il quale è bene non sottoporre il setto nasale a stress meccanici, evitando ad esempio di indossare occhiali o di farsi il bagno a mare.

L’ossatura del setto nasale per assestarsi definitivamente e riassorbire completamente l’ematoma, richiede poi alcuni mesi, al termine dei quali può essere necessario un re-intervento detto di rinoplastica secondaria per correggere eventuali difetti o inestetismi non risolti dal primo intervento.

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